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Noia

È cominciato un anno nuovo, come se li scattare della mezzanotte cambiasse qualcosa, non cambia un cazzo, anno nuovo, solita vita, solite preoccupazioni.

Doveva essere l’anno della svolta per me, l’anno di una nuova vita, la nuova vita di un figlio, accrescere la famiglia, dare un senso a tutto questo, ma come si fa a crescere un figlio nella realtà di oggi? E come si fa nella mia realtà? Una realtà piena di dubbi e di insicurezze.

Quando hai la persona giusta accanto senti di avere sicurezza, protezione, comprensione, fiducia, sincerità, ma io non la sento, non sento nulla di tutto ciò, provo un grande amore, come può coesistere un amore se mancano i fondamenti principali? Se si è caratterialmente diversi, se si hanno abitudini diversi che non si riescono ad incastrare, come può esserci amore? È solo un bisogno di non stare da soli oppure è davvero amore accettandone tutti i difetti, accettare i compromessi, anche quelli più brutti? Accettarli… bè accettarli è una parola grossa.

La noia, la noia di dover discutere sempre delle solite cose, la noia di non vedere quei gran miglioramenti, la noia di avere sempre gli stessi pensieri per la testa, la noia di non capire se si è felici o se ci si sforza di esserlo.

La felicità, ecco, dovrebbe uscire naturale, spontanea, senza troppi sforzi.

Sono passati due anni, due anni che hanno cambiato drasticamente la mia vita, forse ero davvero più felice prima…e così nascono i pentimenti, una serie di eventi nella testa che producono un susseguirsi di pensieri negativi…il più ricorrente è “da sola starò meglio?” e la risposta è sempre no, ma con una persona non si sta per non rimanere da soli, se esiste amore non può essere quello il motivo della mia infelicità…

Ho passato un periodo da sola, ci ho impiegato un mese per riprendermi e dopo poco più di un mese ho conosciuto lui, ho sempre pensato che dovesse andare così.

Divento noiosa, io stessa mi sento così scrivendo questo post, uno dei più noiosi e brutti che abbia mai scritto…

Vengo giudicata perché sono vegetariana, perché sono magra, che sono magra perché sono vegetariana, che sono strana perché ascolto metal, perché sono piena di piercing, mi giudicano asociale perché non do confidenza a tutti, mi giudicano pazza quando sono troppo emotiva ed ipersensibile.

Passo la mia vita giudizio dopo giudizio da persone ignoranti e “comuni”, per comuni intendo tutte quelle persone che sembrano fatte con lo stampino.

Scusate se non seguo la moda, se non ho le unghie perfette ed i miei capelli sono pieni di doppie punte, scusate se non ascolto la vostra stessa musica e non guardo i vostri stessi programmi e film in tv.

Scusatemi se sono “diversa”…e scusatemi proprio un cazzo!

Io sono fiera di quella che che sono, rispettosa e coerente, a differenza vostra che alla prima occasione con le vostre battute vecchie e stupide mi fate ridere…ma non di felicitá…ma di tristezza, perché siete veramente tristi.

Affrontare i giudizi degli altri è un po’ la quotidianità di tutti, chi più chi meno, io non mi sento come la “massa”, non sono come voi, pronti a sparare sentenze alla prima occasione, magari scherzando…ma che ridere…forse non sapete chi avete davvero davanti, forse non sapete cosa ha dovuto affrontare questa persona e quante volte deve lottare e passare oltre alle vostre parole, già dette e ridette…a questo non ci pensate vero? Voi…che vi credete invincibili di fronte ad una persona apparentemente calma e pacata.

Primo giudizio: essere vegetariani.

Essere vegetariani è una scelta di vita e come tale va rispettata, come io rispetto la vostra. Io ho scelto di non mangiare carne per motivi più che etici, non mi sono svegliata una mattina decidendo di cambiare le mie abitudini alimentari.

Non mi interessa “non sai cosa ti perdi” perché so benissimo cosa mi perdo e ne vado fiera, non mi interessa “che vita di merda”, io vivo benissimo con la mia scelta e l’unico pentimento che ho è di non averlo fatto prima.

L’episodio di assoluta incoerenza: “sono andata ad una fiera ma non sono riuscita a mangiare la porchetta allo stand perché di fianco c’era un maialino vivo, era così tenero.” Ripeto, io rispetto le scelte di tutti, ma questa non è coerenza, non è coerenza se poi ti scofani mezzo maiale per cena, piuttosto fai più bella figura se taci. 

Io sono coerente con le mie scelte, non mangio carne indipendente dal fatto che di fianco ci sia o no l’animale vivo che ho nel piatto morto.

La stessa persona che poi mi indica, giudica e fa battute…ripeto, una persona può fare quello che vuole nella sua vita, basta non offendere le scelte altrui, quindi se io non ho mai offeso te.. perché dovresti farlo a me? Si chiama ignoranza.

Secondo giudizio: essere magri

Una persona può aver aver affrontato lotte di cui tu non sei a conoscenza, per cui prima di parlare valuta bene ciò che stai per dire, per esempio che sembro anoressica o che sono così magra perché sono vegetariana, quindi precisiamo: 1. l’anoressia è una malattia mentale che viene riflessa sul proprio corpo, non è l’essere magri che fa di te una persona anoressica; 2. i vegetariani non sono magri, associare la magrezza al vegetarianesimo è sinonimo di stupidità.

Ho lottato una vita intera con l’anoressia e dentro di me nascosta esiste ancora, ma sono uscita dal mio perido più nero, quindi sinceramente mi offende, offende in quanto le persone sottovalutano la malattia, giudicando o facendo una battutina a loro dire “divertente”.

Devo affrontare quotidianamente tutte queste lotte, tutta questa ignoranza, talvolta purtroppo anche da persone che magari mi sono vicine, che mi conoscono meglio, tutta questa stupidità ormai all’alba del 2017 mi sconcerta molto.

Combatto da anni ormai con tutti questi pregiudizi e sono stanca, talmente stanca che ormai mi passa anche la voglia di discuterci, accumulo, accenno sorrisi di circostanza in quasi tutte le occasioni, perché con queste persone tanto non ci devo vivere, non ho più voglia nemmeno di parlarci perché gia in precedenti occasioni hanno dimostrato il più totale disinteresse, le lascio nella loro completa ignoranza, in ogni caso, sia che ci discuta o meno il fegato amaro viene solamente a me, quindi risparmio fatica, con chi invece può valerne la pena qualche tentativo lo faccio.

Ho il mio carattere, che sia chiuso, che sia asociale lo definite voi così, voi, le stesse persone che mi giudicano per tutti gli argomenti citati sopra, ed io dovrei pure aprirmi con voi? Io sono diventata diffidente perché la vita mi ha veramente messo davanti degli ostacoli insormontabili, delusioni, troppe delusioni per avere solo 32 anni. Io sono così, ho il mio scudo, la mia corazza e pochi sono in grado di scalfirla ed ancora meno sono in grado di superarla, quindi la mia fiducia te la devi meritare.

Ho scritto questo post come sfogo, che possa insegnare magari a qualcuno a capire come ci si sente, non siamo tutti uguali, ponderiamo le parole che diciamo, perché parole che possono sembrare superficiali a noi magari per gli altri sono una pugnalata al cuore.

Non saprei che titolo dare, che titolo dare alla mia vita, a me stessa.

Affrontare la realtà quotidiana diventa sempre più difficile, mi ero convinta che gli psicofarmaci non servissero a niente, che stava tutto nella mia testa, che sarebbe bastato tirare fuori i coglioni, ho paura di rientrare nel limbo della dipendenza.

Io mi sento una persona forte, dopo tutto quello che ho passato lo sono per forza, altrimenti non ce l’avrei mai fatta a superare situazioni quasi impossibili, eppure questa forza rimane li, nascosta.

Sopporto, sopporto tutto, ma sto soffrendo…inevitabilmente, non riesco più a vivere, l’ansia non mi fa vivere, penso troppo e troppo a lungo.

A volte penso come possa dare un senso a tutto questo, alla mia vita…penso a come ognuno di noi affronti i propri problemi, più o meno gravi che siano, penso a tutto quello che una persona sconosciuta o che conosco a malapena possa aver passato, mi soffermo molto anche su questo, mi sembrano persone normalissime, un po’ come me, una persona apparentemente normale, a prescindere da piercing, tatuaggi, metal…sono una persona, come tutti voi, eppure mi sento così diversa, così sbagliata, così fuori luogo.

Porto sempre una corazza, il mio scudo, davanti agli altri…loro non devono vedere le mie debolezze, quelle debolezze che in passato mi hanno tradito, che hanno fatto in modo che le persone si prendessero gioco di me, della mia bontà, sincerità…

No, non sono più quella persona, la persona che tutti compativano perchè problematica, nessuno lo sa…che sono strana, paranoica, ansiosa, realmente problematica, morbosamente emotiva…ecco, l’emotività.

L’emotività è un pregio ed un difetto, va dosata correttamente, ma sembra che io sia fatta esclusivamente di quello, vorrei sbarazzarmente, almeno di una buona parte, per capire come vivono le persone “normali”, le persone felici.

Vorrei essere stupida, ma mio malgrado sono una persona intelligente, so usare la testa, forse fin troppo, troppe riflessioni, troppe paranoie…ed io non vivo più, non so più cos’è la vita.

Ed eccomi qua, in preda ad un attacco di solitudine e riflessione..chiedendomi…cosa devo fare?

L’anoressia mi ha cambiato, tutto ciò che ho vissuto nel periodo durante e post-anoressia mi ha reso una persona completamente diversa, non ricordo più com’ero un tempo, solo vaghi ricordi, immagini offuscate.

Non mi sento mai abbastanza, abbastanza bella, abbastanza giusta, abbastanza forte…

Chiudere questo capitolo della mia vita e ricominciare…oppure riaffronatre nuovamente quelle perplessità, quei problemi che pur sembrando risolti in realtà non lo sono…combattere per questa vita…o ricominciarne una nuova?

Ho 32 anni, eppure mi sembra di essere già vecchia, vecchia per tante cose…eppure ci sono persone che ripartono da zero a 50 anni..e non so come fanno.

Matrimonio, figli, una vita felice…ma forse non esiste, i media deformano così tanto la realtà che non sappiamo più cosa sia reale e cosa non lo è.

Non trovo una via d’uscita, non sto più seguendo terapie, ne farmacologiche che psicologiche, sono abbandonata a me stessa…le psicoterapie costano troppo, ho a malapena i soldi per mangiare, non ce la faccio….

Sono in un limbo ormai da troppo tempo e non riesco ad uscirne, la mia mente è difettosa, combatto costantemente con la parte razionale e la parte emotiva, combatto ininterrotamente con me stessa, chiedendomi di smettere di pensare, ma ovviamente non è possibile.

Non faccio altro che sperare che col tempo forse si stabilizzerà un po’ tutto, ma il tempo passa e la merda è sempre la stessa, è così forse perchè lo voglio io, forse è tutta colpa mia, qualcuno mi salvi perchè sto affondando.

 

Stavo pensando…riflettendo…troppo…ma quando mai non lo faccio? Va bè…
Quei pensieri che si insinuano nella tua mente…o meglio…che ci sono sempre stati, ogni tanto gli dai il contentino, il biscottino per farli uscire allo scoperto, giusto per romperti un po i coglioni…ecco, ci siamo intesi.
Mi soffermo spesso alle scelte che ho fatto nella mia vita…quelle che sul momento mi sembravano le più giuste ed ora mi sembrano un grandissimo errore.
I fantasmi del passato, persone che per così tanto tempo hanno fatto parte della tua vita che da un giorno all’altro scompaiono, per tua scelta.
Il mio più grande fantasma sei tu, con cui ho condiviso quasi metà della mia vita, la presenza, la tua presenza la sento ancora dietro di me, come uno spirito che mi perseguita, impossibile dimenticare…impossibile…
Sono piena di se e di ma…mi perseguitano ogni istante della mia vita…ma forse è proprio così che doveva andare…solo che io non riesco a lasciarti andare, i ricordi riaffiorano, basta un singolo oggetto per riaffiorare anni di ricordi…una frase letta per caso, una parola spuntata dal nulla…basta veramente poco.
La vita ci mette sempre davanti a delle scelte, belle o brutte che siano, è così ogni giorno della nostra vita, dalle più banali alle più significative.
Devo accettare il presente, accettare il fatto che è la miglior scelta che io abbia fatto, perché doveva essere così, perché è così…allora perché ancora ci penso? Forse perché non sono felice della mia attuale vita,forse perché ho paura di cambiare ma quel pensiero di dover ricominciare…di nuovo…mi terrorizza.
O dovrei accettare tutto così com’è e farmelo andare? Forse pretendo troppo? Fare quello che mi piace, essere felice…perché dovrei sempre accontentarmi…o forse perché non ho scelta…oppure sono io che non voglio darmi scelte?
Giusto o sbagliato che sia…dipende tutto da noi…basta un “si” detto al momento sbagliato e tutto può cambiare, o viceversa.
La domanda a cui devo darmi risposta è…voglio davvero essere felice?

Basta un solo respiro, un solo respiro per rilassarsi, per addormentarsi, per incazzarsi.
Un solo respiro per rallegrarsi, per spaventarsi, per demoralizzarsi.
Un respiro è la vita, quella vita che sembrerebbe avere un senso ed invece un senso non lo trovi.
Un respiro di un tiro di sigaretta, un respiro di un bacio, l’ultimo respiro prima di morire.
Un solo respiro, mille significati.
Quel respiro di quando vorresti urlare, quel respiro silenzioso che solo tu puoi sentire, quel respiro straziante dove vomiti rancore ed angosce, ma lo senti solo tu.
Quel respiro sollevato, dove ti sembra che tutto possa migliorare, quel respiro incastrato, dove vorresti smettere per sempre di respirare.
Quel respiro che ci ha dato la vita, lo stesso respiro che ce la porta vita.
Il respiro di quando non hai pensieri, quel respiro leggero che ti sembra di volare, libera….per poi cadere all’improvviso.
Quando sbuffi, quando sbadigli, quando ti addormenti, quando ti ecciti.
Sembra così semplice…respirare, un gesto così comune, così facile…eppure dietro ad ogni respiro di ogni giorno si può celare tutto questo.
Perché mi sono soffermata su un argomento così? Forse perché sto analizzando ogni momento della mia vita…per capire perché passo dall’essere felice ad essere triste nel giro di pochi minuti, forse non lo sono stata realmente? Ci sono stati alcuni giorni dove mi sembrava di esserlo, o forse era solo un tentativo, quel tentativo di provare a ripartire, ricominciare, ma sono solo cazzate, tutto ritorna, tutti i pensieri, tutte le paure…non se ne vanno, mi aspettano, mi indicano…non so più come gestire la mia vita, non so più chi sono, non so più chi voglio essere, l’unica cosa che so è che a volte anche respirare mi fa star male.
Vita…ti amo…o ti odio?

Riparto da qui

Voglio riprovarci, ripartire da qui, noi due, insieme, sono pronta per l’ennesima prova, quella definitiva.
Non voglio più piangere per te, non voglio più passare notti insonni ad aspettare che i pensieri svaniscano…
Voglio ripartire da zero, capitolo chiuso, il passato è passato, tutto inizia ora.
MA….
Ma se mi deluderai ancora allora si…allora si che sarà realmente finita.
Quante possibilità si possono dare alla persona che si ama? Non lo so, non credo esista un numero specifico, io ho perso il conto.
Voglio provare ad essere felice, voglio provare a me stessa che posso ancora esserlo, voglio ritornare quella persona con il sorriso che tanto adori…con quegli occhi dolci che hai sempre amato…
L’ennesimo scalino della mia vita, l’ennesimo ostacolo, ho patito per troppo tempo.
Ecco, ti sto dando ancora una possibilità, dimostrami che questo amore vale la pena di essere vissuto, dimostramelo, fammi vivere…ed io sarò felice.

…e niente, ferie finite una settimana fa, nemmeno mi sembra di averle fatte, due settimane volate…dove è successo di tutto.
Non sono riuscita ad essere felice e serena nemmeno in vacanza, figuriamoci ora.
Settembre è alle porte, un altra estate sta per finire, ennesima estate non goduta appieno come avrei voluto.
Ogni singolo giorno mi rendo conto del tempo che passa, riesco solo a vedere il passato ed il futuro, non riesco a godermi il presente, forse perché il passato era una merda, il presente idem…quindi spero in un futuro migliore, ogni giorno a fine giornata cerco di visualizzare un domani migliore, ma non capita mai ovviamente.
Ricordo brevi periodi della mia vita dove ero realmente felice, dove i miei sorrisi erano VERI, sono stufa di portare questa maschera, vorrei ridere e sorridere come se non ci fosse un domani, svegliarmi felice, con il sorriso stampato in faccia.
Gennaio 2015 penso sia stato un mese  felice al 100%, dove ci eravamo appena conosciuti e tutto era così bello…poi non ricordo altro, solo alti e bassi, tanta tristezza, qualche attimo di felicità sfuggente.
Mi rendo conto di vivere nel passato, certe volte ti guardo negli occhi e vedo solo il peggio, altre volte invece non vedo l’ora dei tuoi baci e delle tue coccole, ma il tuo lato nascosto mi fa sempre un po’ paura, forse perché è rimasto tutto un po’ “inconcluso”, come se dentro di me sapessi che la tua è solo apparenza, per cercare di farmi stare bene.
Ti ho lasciato dopo 4 giorni che eravamo in vacanza, li…quando hai capito che mi avevi perso davvero forse qualcosa ti ha dato la scossa…ma è durato ben poco, ti avevo lasciato, sono stata single per…quanto…10 minuti? Ti amo…mi ami…ma dimostriamo l’amore in modi molto differenti, non sempre…ma quasi.
” Sei l’unica cosa importante che ho, non lasciarmi, ti amo”
Così diversi…e così legati da qualcosa che ancora non ho ben capito, quando ti guardo…quando mi sorridi e mi dici con quel tono dolce “hei” tutto per me ha un senso….
….poi…tutto cambia, io cambio, ricordo il passato e piango…piango finché gli occhi non mi bruciano.
Qual’è il senso di questa vita? Qual’è il senso di tutto ciò?
Stringimi forte…come se dovessimo morire domani, anzi…vattene, lasciami qui da sola, lasciami stare…lasciami morire qui.
Vorrei ricominciare, rifare tutto da capo…vorrei non averti mai conosciuto, vorrei non essermi mai innamorata di te.

?

E mi sono anche un po’ rotta i coglioni di piangere ogni sera ed addormentarmi all’alba….
E mi sono anche un po’ rotta i coglioni di non riuscire più a sorridere spontaneamente…
Non riesco più a vivere, non sono felice…nemmeno un po’.
Non cambierà niente, non cambierà mai niente…ed a me non passerà MAI, tutto quello che è successo…non passerà, stavolta non passerà..
Non riesco ad andare avanti, a guardare il futuro…mi rattristo per il passato e mi arrabbio per il presente…eppure basterebbe così poco per cominciare ad andare meglio…dialogo, comprensione e rispetto…
Non durerà…non durerà di tutto ciò, ormai è questione di tempo.
Voglio sorridere, ridere a crepapelle come facevo un tempo…quando vivevo nella ignoranza più totale…avrei preferito essere stupida e tonta, quelli si che vivono meglio.
Voglio vivere…vivere una vita meritata…e felice…e ridere…tanto.

Felicità?

A quanto dovrò rinunciare ancora…quanto dovrò sopportare ancora…quanto tempo dovrà ancora passare affinché i miei sforzi diano un risultato?
Ho visto trascorrere così velocemente quelli che potevano essere gli anni migliori della mia vita ed ora mi ritrovo con un pugno di mosche…i giorni passano, nulla cambia…
I pianti, le incomprensioni, le sofferenze non mi abbandonano mai…tutto scorre…la gente vive la propria vita…sorride…
Anche io ho imparato a sorridere, a nascondere l’istinto suicida che ho dentro, a ridere con le mie colleghe…loro ultimamente sono l’unica cosa che mi fa rallegrare…che mi fa dimenticare l’inferno una volta rientrata a casa.
Le notti insonni, l’indifferenza, i finti sorrisi di circostanza.
Pensavo che arrivata a quasi 32 anni le cose sarebbero migliorate, che sarei riuscita a realizzare qualcosa nella mia vita, qualche sogno…
La mia vita gira dentro queste quattro mura…condizionata, rattristata…prigioniera di me stessa e della vita che alla fine ho scelto anche io…la vita che ho provato a cambiare, che pensavo fosse cambiata…ma alla fine ragiono sempre con il cuore e mai con il cervello.
Vorrei addormentarmi con un abbraccio talmente forte da togliermi il fiato…ed con il sorriso…invece di lacrime che scendono sul cuscino e le mie mani che stringono i miei stessi fianchi…
Vorrei provare a viverla ogni tanto questa vita.

Ti amo

Hai fatto la tua scelta, hai scelto di continuare a mentirmi, hai scelto che era meglio elencare i miei difetti piuttosto che ammettere i tuoi, hai scelto di essere come tutti, come la massa, hai scelto che è meglio tenermi nascoste le cose per farmi stare “bene”, quando io vengo sempre a sapere tutto.

Mi dici che non troverò di meglio in giro, forse persone peggiori, ma io di persone migliori ne ho conosciute.

Hai scelto di farmi addormentare ancora con le lacrime e non con un sorriso.

Hai scelto di deludermi, hai scelto di perdermi.

Ricordo i momenti belli passati insieme, i sorrisi… era così bello quando mi facevi ridere, era così bello non sapere quello che facevi lontano dai miei occhi, distorcendo così tutta la realtà, rovinando tutto il nostro rapporto, senza alcun senso di colpa, lo stavi già facendo, già.

Era così bello stare insieme e sorridere, senza pensieri, era così bello vivere la nostra storia giorno per giorno.

La paura di perdermi, la paura di perderti…era reale, ora sembra all’ordine del giorno.

Le tue bugie….le tue bugie hanno rovinato tutto, quando ti sarebbe bastato essere sincero, qualsiasi cosa fosse stata.

Hai scelto di essere l’uomo che sei, una merda.

Solo ieri notte eravamo abbracciati, io piangevo così forte da strozzarmi, tu mi tenevi la mano…mi dicevi che non volevi che io ti lasciassi.

Oggi mi dici che ci amiamo, che passiamo anche dei bei momenti insieme, di restare insieme…le uniche parole belle, perché tutto il resto che mi hai detto non ha fatto altro che allontanarmi ancora di più.

Chiudi il discorso dicendomi che non vuoi più affrontare l’argomento, ci diamo la buonanotte nella tristezza più totale, piango, di nuovo.

Mi stai lasciando andare, ma io non voglio, voglio che ti renda conto che stai sbagliando ancora una volta e che io ti sto dando ancora una possibilità, l’ultima, ma la sprechi.
Sono apatica, spenta, morta dentro e vorrei esserlo anche fuori.
Eppure…eppure ti amo.
Ti prego, abbracciami.

Dott.ssa Ilaria Rizzo

PSICOLOGA - PSICOTERAPEUTA

mia madre odia le carote

ed ora le odio anche io